File: .txt, .md, .csv, .json, Word (.docx). Da un PDF: copia il testo, incollalo e premi «Sistema da PDF».
Risultato
Verificato compare nella fonte, nel contesto giusto Da controllare c'è, ma altrove, arrotondato o con parole diverse Non trovato nella fonte non c'è
Testo dell'AI clicca un'evidenziazione
La fonte il passaggio corrispondente si illumina qui
Da controllare
Non hai ancora il testo dell'AI? Prepara un prompt che rende il controllo più facile
Metti il documento nella casella 1, scegli il prompt e copialo: il documento è già dentro. Incollalo nella tua AI (ChatGPT, Copilot, Gemini…), poi copia la sua risposta nella casella 2 e premi «Verifica». Chiedere di citare le frasi riduce gli errori ma non li elimina: per questo si controlla.
Limite importante: lo strumento controlla solo la coerenza di numeri, date, nomi e citazioni con la fonte. Non capisce il significato: un testo può essere sbagliato (una frase ribaltata, un «non» sparito) anche con tutti i dettagli giusti. Serve come primo filtro, non come garanzia. Prova l'esercizio per vedere esempi di errori che nessuno strumento automatico trova.
Esercizio: trova l'errore
Un'AI ha riassunto un documento e nel riassunto ci sono errori. Clicca i numeri, le date, i nomi che secondo te non tornano con la fonte. Se una frase ti sembra ribaltata nel significato, segnala la frase con la bandierina alla sua fine. Poi premi «Rivela». Tutti gli esempi sono inventati.
Fonte originale
Riassunto dell'AI
Sei un formatore? Crea un esercizio con i tuoi testi e condividilo con un link
Incolla un documento e il testo scritto da un'AI (anche il tuo prompt reale, anche un riassunto fatto con ChatGPT o Copilot). Lo strumento propone come soluzione gli elementi che non tornano; tu scegli quali tenere. Il link contiene l'esercizio: i testi non passano da nessun server.
Soluzione proposta
Togli la spunta agli elementi che non sono errori. Puoi cambiare la spiegazione che i partecipanti leggeranno.
Usare l'AI con i documenti senza fidarsi ciecamente
Una guida breve da usare in aula. La versione per chi conduce la lezione, con i tempi minuto per minuto, è nella guida per il formatore.
Perché l'AI sbaglia proprio i dettagli
- Scrive ciò che è plausibile, non ciò che ha verificato. Un modello linguistico completa il testo con le parole più probabili: non consulta il documento come si consulta un database.
- Numeri, date e nomi si somigliano tra loro. Un «12%» al posto di un «8%» è linguisticamente perfetto: nessun segnale lo tradisce.
- Più il testo è preciso, più è credibile. I dettagli inventati rendono la risposta più convincente, non meno.
Il metodo in quattro passi
- 1Chiedi all'AI di citare. Fai indicare, per ogni punto, la frase del documento da cui lo ricava, e di scrivere «non indicato» quando manca.
- 2Confronta con la fonte. Incolla documento e risposta qui: numeri, date, nomi e citazioni che non tornano si illuminano.
- 3Controlla ogni segnalazione. Il passaggio della fonte si apre accanto: bastano pochi secondi per decidere.
- 4Rileggi il significato. I «non» spariti, un «gradito» diventato «richiesto»: nessuno strumento li vede, ci pensi tu.
Prompt pronti da copiare
Riducono gli errori, non li eliminano: dopo si controlla comunque.
Sei tipi di errore da riconoscere
Una lezione di 30 minuti
- 0–5La domanda. «Quanto vi fidate di un riassunto fatto da un'AI?» Voti a mano alzata.
- 5–12L'esercizio da soli. Ognuno trova gli errori in «Preventivo» o «Verbale». Nessuno strumento.
- 12–18Il confronto. Rivela, poi apri lo strumento: quanti ne ha visti? Quanti falsi allarmi?
- 18–24Gli errori che nessuno vede. «Circolare» e «Offerta di lavoro»: i numeri sono giusti, il senso no.
- 24–29Il metodo. I prompt che citano le frasi, il controllo incrociato, cosa rileggere sempre.
- 29–30Un impegno. Una cosa che farò diversa la prossima volta che chiedo un riassunto.
Perché esiste
Un'AI può scrivere un riassunto ricco di dettagli e sbagliare proprio i dettagli: punteggi, percentuali, date, cognomi. Più il testo sembra preciso, più è facile fidarsi. Questo strumento nasce da un caso vero: riassunti generati dall'AI di lezioni universitarie contenevano errori sostanziali (punteggi inventati, test descritti con il numero sbagliato di prove), trovati solo confrontandoli riga per riga con le slide originali.
Cosa controlla
- Numeri, percentuali e importi, anche in formato italiano (1.300, 1,3, «1,3 milioni») e scritti in lettere («ventuno», «due milioni ottocentomila», «sei virgola otto»), con le parole intorno: «4 prove» non è verificato solo perché un «4» compare altrove.
- Date e orari in formati diversi: 14/03/2026, «14 marzo 2026», «quattordici marzo duemilaventisei» e «22, 29 gennaio» sono la stessa cosa; 14.45 e 14:45 anche.
- Nomi, sigle e codici. Per i nomi di due parole contano nome e cognome vicini: «Elisa Tonon» non è verificato se nella fonte ci sono Elisa Toffolo e Anna Tonon.
- Citazioni tra virgolette, cercate parola per parola. Riferimenti («art. 4», «sentenza n. 15/2026»), telefoni, email e link.
Per ogni elemento mostra dove l'ha trovato nella fonte; se manca, e la fonte riporta un valore plausibile nello stesso contesto, lo propone («nella fonte c'è 8%»).
Quanto funziona (misurato)
Il repository contiene un banco di prova: 24 documenti inventati, 72 riassunti scritti da un'AI e 614 errori inseriti a macchina uno alla volta. Risultati attuali:
- Errori inseriti: circa il 95% viene segnalato. Numeri inventati e cognomi sbagliati: tutti o quasi. Il caso più difficile è un numero vero della fonte messo nel posto sbagliato: circa tre su quattro.
- Falsi allarmi: circa il 2,6% degli elementi. Sono quasi sempre numeri che nella fonte ci sono ma con parole diverse intorno (una tabella riscritta, un sinonimo). Sui riassunti originali ho riletto a mano tutte le segnalazioni: un terzo erano problemi veri (valori calcolati, dedotti o sbagliati dall'AI).
- Dati e metodo nella cartella
benchmarkdel repository. I documenti sono sintetici: i numeri valgono per questo corpus, non per ogni testo.
Cosa non fa
- Non capisce il significato: non può dire se una frase è vera, solo se i suoi numeri, nomi e citazioni stanno nella fonte. Per questo l'esercizio include errori che lo strumento non vede.
- Non sostituisce la verifica di una persona competente, soprattutto per leggi, conformità e sicurezza.
- Se la fonte è incompleta, segnala come «non trovato» anche cose vere: va letto come un invito a controllare. Un valore calcolato dall'AI (una percentuale, un totale) non è scritto nella fonte e viene segnalato: va ricalcolato a mano.
- Pensato per testi in italiano; l'inglese è supportato nei casi base (date, numeri in lettere, importi, orari am/pm). Non legge i PDF: copia il testo e incollalo.
Privacy
La pagina non contatta nessun server: i testi non lasciano il tuo browser. Lo impone la politica di sicurezza della pagina (connect-src 'none'), che puoi verificare dagli strumenti per sviluppatori. Non usa cookie. Dopo la prima visita il browser tiene una copia dei file del sito (non dei tuoi testi, che non vengono salvati da nessuna parte): per questo la pagina si apre e funziona anche senza rete, utile in aula, e si può installare come app. Il link di un esercizio condiviso contiene i testi nella parte dopo il «#», che il browser non invia a nessuno.
Strumento didattico, licenza MIT · di Giacomo Bottizer · codice su GitHub